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| Abstracts |
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Nel seguente elenco vi sono indicazioni che rimandano agli abstract presenti sul sito |
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La relazione genitori/bambino (2010)
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| In queste ultime decadi la psicoanalisi infantile si è enormemente sviluppata, coniugandosi con le ricerche e le tecniche derivate dalla teoria dell’attaccamento e dando origine a varie e diverse Scuole di Psicoterapia. Queste centrate sui caregivers, quanto più il bimbo è piccolo, o anche neonato, o meglio l’oggetto della terapia è la relazione che può essere clinicamente e/o sperimentalmente osservata tra caregiver e bimbo. Ovviamente il veicolo principe della comunicazione che intercorre tra il terapeuta, o i terapeuti, e i “pazienti” non è la parola, come nella psicoanalisi degli adulti. Questo sviluppo ha permesso di accertare come l’effetto terapeutico, cioè ciò che fa cambiare le strutture mentali, anche per gli adulti, dipende dai messaggi affettivi veicolati nella comunicazione non verbale che costituisce una specifica relazione interpersonale. Ciò ha portato alla scoperta dell’importanza e della complessità della relazione interpersonale come situazione psichica strutturante. L’effetto strutturante, che non è semplicemente psichico ma anche neurale, è di fondamentale rilievo per la maturazione del cervello dei bambini. Il concetto di maturazione cerebrale è oggi cambiato: esso dipende dagli apprendimenti relazionali primari. L’effetto strutturante (segue) |
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Povero bimbo. Romanzo psicoanalitico (2010)
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| Da una rievocazione del proprio passato infantile, scritta da un paziente adulto dopo aver finito un’analisi di molti anni e gentilmente offerta all’analista, questi ha ricavato un “romanzo”. Romanzo che però è tutt’altro che immaginario: è il “romanzo familiare”, effettivo, che nella realtà costruì la personalità di un bambino. Questi, divenuto adulto, ne sentì il disagio interiore, la patologia, per fortuna non grave, sì da decidersi a intraprendere una lunga, laboriosa, e sofferta psicoanalisi. L’autore, lo psicoanalista che negli anni ebbe il paziente in analisi, ben conobbe questa storia familiare, ricostruita ed elaborata nel lavoro analitico, rievocata dal paziente in prima persona, e ora qui descritta nelle sue forme significative, determinanti per le strutture neuropsichiche che si formarono. |
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Perché la sessualità? (2009)
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I bambini e i loro caregivers (2009)
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| In queste ultime decadi si sono sviluppate e moltiplicate le ricerche delle scienze psicologiche e neurologiche sullo sviluppo infantile, psichico, psicosomatico e di qui anche fisico (....) Tali ricerche, avvalendosi di sempre nuovi set sperimentali, nonché di nuove tecnologie, come l’ecografia, la PET e altre, convergono nell’indicare l’importanza fondamentale della qualità dei primi sviluppi, fetali, neonatali e della prima infanzia, nel condizionare, forse determinare, lo sviluppo successivo: fino all’età adulta (segue) |
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Nascita e costruzione della mente (1998) La teoria del Protomentale |
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Storia di Adriano
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| Imbasciati, Antonio |
| Nota è l’insorgenza di psicopatologie in età adolescenziale. Meno conosciute sono le ragioni remote che determinarono in epoca infantile un disturbo psichico silente, passato inosservato. In questo testo, col sottotitolo “Adolescenza di una psicopatologia” si vuol sottolineare come una patologia abbia la “sua” adolescenza, cioè il periodo in cui emerge nell’individuo che sta diventando adulto. Il testo ricostruisce in forma narrativa l’adolescenza di un paziente che l’autore ebbe in analisi, per sette anni quando già era in età matura, e quando già un precedente altro percorso analitico lo aveva peraltro sanato. Questo paziente, in un periodo esistenziale difficile volle intraprendere un ulteriore seconda analisi, che rivelò radici remote infantili, insufficientemente elaborate, evidenziate soltanto in una patologia adolescenziale di copertura. Il lavoro pur condotto attraverso una competenza specialistica psicoanalitica, può essere definito un “romanzo” in quanto esposto in forma narrativa a tutti accessibile. |
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L’emozione sessuale (2010) Liguori Editore |
| Imbasciati, Antonio - Buizza Chiara |
Neuroscienze, Psicologia Sperimentale ed altre scienze psicologiche hanno ampiamente dimostrato come tutte le manifestazioni psichiche della sessualità dipendano dal SNC, cioè delle strutture neuropsichiche che si sono costruite nel singolo individuo. Ciò malgrado perdura l’idea, anche in ambito sanitario, che la sessualità sia questione di organi, come per lo stomaco o per il fegato. Allo stato attuale delle ricerche la sessualità umana, in tutte le sue multiformi variazioni, frequenti o no, anomale o patologiche, non è evento fisico dovuto a istinto o ad automatismi fisiologici, bensì la manifestazione somatica di un’emozione che accade nel cervello emotivo del singolo individuo, secondo le funzionalità che si sono strutturate in quel singolo cervello nella sua peculiare e individuale maturazione dovuta ai suoi apprendimenti primari. Recentemente la letteratura psicologica sull’Attaccamento sembra raccogliere un’integrazione tra le varie metodologie sperimentali e i rilievi clinici, soprattutto psicoanalitici. La psicoanalisi stessa è stata in tale quadro ampiamente riformulata. Ancor più le neuroscienze, neuropsicoanalisi in particolare, e in generale lo studio del cervello emotivo e delle capacità relazionali sembrano offrire un quadro integrato. Il presente testo offre un excursus sul tema dal vertice della Psicologia Clinica e delle Neuroscienze. Il volume è rivolto ai sessuologi, agli psicologi, ai medici, agli assistenti sociali, agli educatori, ai periti di tribunale, alle ostetriche, nonché agli studenti che di tali argomenti fanno oggetto di studio, ed infine a tutti coloro che per problemi di vario genere possano avere interesse a documentarsi. |
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