Psicologia Clinica Perinatale per gli operatori sanitari e psicosociali: Vol. Primo: neonato e radici della salute mentale

Il funzionamento e la microstruttura del cervello umano non sono dati dalla Natura, ma dipendono dai particolari apprendimenti che progressivamente vanno a costruire le reti neurali di quel singolo cervello. I primi apprendimenti sono essenzialmente apprendimenti di funzioni: il cervello deve imparare a funzionare e a come funzionare nelle modalità che caratterizzeranno il singolo individuo. Nessuno ha un cervello uguale a quello di un altro. La qualità di tali apprendimenti e pertanto le reti neurali che genereranno il funzionamento mentale di quel singolo individuo, dipendono dal tipo di relazioni che si potranno via via stabilire, a cominciare dalla vita fetale, tra la mente degli adulti che si pre-occupano del nascituro e successivamente si occupano del neonato, e la costruenda mente del bimbo. La qualità dello sviluppo neuromentale del bambino dipende dalla qualità strutturale (inconscia) della mente dei caregiver.
Il funzionamento che il cervello impara nei primi due anni di vita è determinante per … (segue)

Neuroscienze e teoria psicoanalitica

Psicoanalisi, ideologia, epistemologia

Il testo raccoglie alcuni contributi di un gruppo di studio che si è proposto di indagare se e come la psicoanalisi e l’epistemologia possano individuare l’ideologia eventualmente presente nelle istituzioni sociali e politiche e come essa possa infiltrarsi anche nelle stesse scienze e nella produzione scientifica che ne deriva. Alcuni di questi saggi si pongono tali interrogativi riguardo alla psicoanalisi stessa. Di particolare interesse sono i contributi che sottolineano la resistenza delle Istituzioni psicoanalitiche a esplicitare il superamento delle spiegazioni che Freud al suo tempo poté dare sulle origini e il funzionamento della mente con una teoria –la metapsicologia- oggi in contrasto con il progresso della psicoanalisi clinica attuale.
La clinica psicoanalitica è oggi infatti molto diversa da quella che Freud poteva praticare cento anni fa, e soprattutto.. (segue)

Psicoanalisi senza teoria freudiana

Baron fottuto studenti fottuti. Memorie sull’università italiana.

Il tormento di Adriano

Nota è l’insorgenza di psicopatologie in età adolescenziale. Meno conosciute sono le ragioni remote che determinarono in epoca infantile un disturbo psichico silente, passato inosservato. In questo testo, col sottotitolo “Adolescenza di una psicopatologia” si vuol sottolineare come una patologia abbia la “sua” adolescenza, cioè il periodo in cui emerge nell’individuo che sta diventando adulto. Il testo ricostruisce in forma narrativa l’adolescenza di un paziente che l’autore ebbe in analisi, per sette anni quando già era in età matura, e quando già un precedente altro percorso analitico lo aveva peraltro sanato. Questo paziente, in un periodo esistenziale difficile volle intraprendere un ulteriore seconda analisi, che rivelò radici remote infantili, insufficientemente elaborate, evidenziate soltanto in una patologia adolescenziale di copertura. Il lavoro pur condotto attraverso una competenza specialistica psicoanalitica, può essere definito un “romanzo” in quanto esposto in forma narrativa a tutti accessibile (segue…).

Storie del nonno per chi vuol farsi ascoltare dai bimbi

Molto tempo fa raccontavo ai miei bambini, e ad altri bimbetti coetanei loro amici, le favole che avevo inventato, e che poi da vecchio ho scritto, e altre che ho dimenticato. Le avevo inventate sulla base delle curiosità infantili e delle domande, talora definite imbarazzanti, che i bimbi, dai tre agli otto anni, rivolgono ai loro genitori, e che questi talora eludono, non sapendo bene cosa sia meglio rispondere: domande sulle funzioni del corpo, su come si nasce, soprattutto, su come si fanno i bambini, sul sesso proprio e altrui, su cosa fanno papà e mamma tra di loro e via dicendo. O anche domande sull’interno del corpo, proprio e altrui, sulle funzioni escretorie, ed altre, semplici e al contempo complesse, per le quali i genitori spesso trascurano l’importanza di una spiegazione adeguata, non tanto per chiarezza, quanto piuttosto per appropriatezza al contesto affettivo in cui il bimbo si decide a fare domande. (Segue)

Psicologia Clinica Perinatale per lo sviluppo del futuro individuo: un uomo transgenerazionale

In questi ultimi trent’anni le ricerche della Psicologia dello Sviluppo (in particolare l’Infant Research), della Psicologia Clinica, della Psicoanalisi, della Neuropsichiatria Infantile e delle Neuroscienze hanno evidenziato una convergenza nel dimostrare come i primissimi tempi della vita siano decisivi per la strutturazione della mente, nonché del cervello stesso, e come tale strutturazione sia la base condizionante per ogni ulteriore apprendimento e pertanto di ogni ulteriore strutturazione neuropsichica, funzionale e mnestica. Di qui un sempre crescente sviluppo di ricerche, da vari vertici condotte, sulle condizioni che determinano la qualità individuale della struttura neuromentale di base. Quanto fino a qualche decade addietro era creduto maturazione neurologica «naturale», si è rivelato invece frutto di esperienze individuali, mediate dal tipo, o meglio dalle qualità delle relazioni in cui si è trovato il feto, il neonato, il bimbo. Nessuno ha pertanto un cervello eguale a quello di un altro, nessuno una mente come quella di un’altra persona.
Gli studi succitati convergono nell’aver dimostrato come tale «strutturazione relazionale» dipenda dalla madre, dai caregiver, dalla struttura emotiva della loro mente (cervello emotivo) nelle condizioni in cui accudiscono al bimbo. Di qui la massima attenzione a come tutte le interazioni perinatali possano strutturare al meglio il futuro individuo, oppure mettere a rischio di patologia ogni suo ulteriore sviluppo, fino all’età adulta. (Segue)….

L’emozione sessuale. Psicoanalisi e neuropsicofisiologia di un’emozione negata

Neuroscienze, Psicologia Sperimentale ed altre scienze psicologiche hanno ampiamente dimostrato come tutte le sensazioni e gli eventi corporei dipendano dal S.N.C., cioè delle strutture neuropsichiche che si sono costruite nel singolo individuo. La sessualità umana, in tutte le sue multiformi variazioni, frequenti o anomale o patologiche, non è evento fisico dovuto a istinto o ad automatismi fisiologici, bensì la manifestazione somatica di un’emozione, che accade nel cervello emotivo del singolo individuo secondo le funzionalità che si sono strutturate in quel singolo cervello nella sua peculiare e individuale maturazione dovuta ai suoi apprendimenti primari. Ciò malgrado perdura l’idea, anche in ambito sanitario, che le funzioni sessuali dipendano da una fisiologia degli organi, così come accade per esempio per lo stomaco o per il fegato.
Il presente testo offre una documentazione aggiornata su come ogni funzione o percezione sessuale sia il risultato di ciò che accade, non negli organi, bensì nel cervello emotivo della singola persona: si tratta pertanto di un evento mentale che, come tutte le emozioni, ha conseguenze somatiche. Poiché nessuno ha un cervello uguale a quello di un altro, e quindi nessuno ha una mente uguale ad un’altra, ognuno ha la “sua” sessualità: questa si è venuta a costruire per le vicende di vita, soprattutto neonatali e infantili, che il cervello di quel soggetto ha elaborato.
Un’adeguata considerazione delle suddette nozioni neuropsicologiche permette non irrilevanti riflessioni antropologiche e sociali sul ruolo della sessualità nella cultura attuale. Il presente testo offre un excursus su tali temi dal vertice della Psicologia Clinica. Il volume è rivolto ai sessuologi, agli psicologi e psicoterapeuti, ai medici, agli assistenti sociali, agli educatori, ai periti di tribunale, alle ostetriche, nonché agli studenti che dell’argomento fanno oggetto di studio, ed infine a tutti coloro che per problemi di vario genere possono avere interesse a documentarsi. (Segue)..