Baron fottuto studenti fottuti. Memorie sull’università italiana.

Il tormento di Adriano

Nota è l’insorgenza di psicopatologie in età adolescenziale. Meno conosciute sono le ragioni remote che determinarono in epoca infantile un disturbo psichico silente, passato inosservato. In questo testo, col sottotitolo “Adolescenza di una psicopatologia” si vuol sottolineare come una patologia abbia la “sua” adolescenza, cioè il periodo in cui emerge nell’individuo che sta diventando adulto. Il testo ricostruisce in forma narrativa l’adolescenza di un paziente che l’autore ebbe in analisi, per sette anni quando già era in età matura, e quando già un precedente altro percorso analitico lo aveva peraltro sanato. Questo paziente, in un periodo esistenziale difficile volle intraprendere un ulteriore seconda analisi, che rivelò radici remote infantili, insufficientemente elaborate, evidenziate soltanto in una patologia adolescenziale di copertura. Il lavoro pur condotto attraverso una competenza specialistica psicoanalitica, può essere definito un “romanzo” in quanto esposto in forma narrativa a tutti accessibile (segue…).

Storie del nonno per chi vuol farsi ascoltare dai bimbi

Molto tempo fa raccontavo ai miei bambini, e ad altri bimbetti coetanei loro amici, le favole che avevo inventato, e che poi da vecchio ho scritto, e altre che ho dimenticato. Le avevo inventate sulla base delle curiosità infantili e delle domande, talora definite imbarazzanti, che i bimbi, dai tre agli otto anni, rivolgono ai loro genitori, e che questi talora eludono, non sapendo bene cosa sia meglio rispondere: domande sulle funzioni del corpo, su come si nasce, soprattutto, su come si fanno i bambini, sul sesso proprio e altrui, su cosa fanno papà e mamma tra di loro e via dicendo. O anche domande sull’interno del corpo, proprio e altrui, sulle funzioni escretorie, ed altre, semplici e al contempo complesse, per le quali i genitori spesso trascurano l’importanza di una spiegazione adeguata, non tanto per chiarezza, quanto piuttosto per appropriatezza al contesto affettivo in cui il bimbo si decide a fare domande. (Segue)

Psicologia Clinica Perinatale per lo sviluppo del futuro individuo: un uomo transgenerazionale

In questi ultimi trent’anni le ricerche della Psicologia dello Sviluppo (in particolare l’Infant Research), della Psicologia Clinica, della Psicoanalisi, della Neuropsichiatria Infantile e delle Neuroscienze hanno evidenziato una convergenza nel dimostrare come i primissimi tempi della vita siano decisivi per la strutturazione della mente, nonché del cervello stesso, e come tale strutturazione sia la base condizionante per ogni ulteriore apprendimento e pertanto di ogni ulteriore strutturazione neuropsichica, funzionale e mnestica. Di qui un sempre crescente sviluppo di ricerche, da vari vertici condotte, sulle condizioni che determinano la qualità individuale della struttura neuromentale di base. Quanto fino a qualche decade addietro era creduto maturazione neurologica «naturale», si è rivelato invece frutto di esperienze individuali, mediate dal tipo, o meglio dalle qualità delle relazioni in cui si è trovato il feto, il neonato, il bimbo. Nessuno ha pertanto un cervello eguale a quello di un altro, nessuno una mente come quella di un’altra persona.
Gli studi succitati convergono nell’aver dimostrato come tale «strutturazione relazionale» dipenda dalla madre, dai caregiver, dalla struttura emotiva della loro mente (cervello emotivo) nelle condizioni in cui accudiscono al bimbo. Di qui la massima attenzione a come tutte le interazioni perinatali possano strutturare al meglio il futuro individuo, oppure mettere a rischio di patologia ogni suo ulteriore sviluppo, fino all’età adulta. (Segue)….

L’emozione sessuale. Psicoanalisi e neuropsicofisiologia di un’emozione negata

Neuroscienze, Psicologia Sperimentale ed altre scienze psicologiche hanno ampiamente dimostrato come tutte le sensazioni e gli eventi corporei dipendano dal S.N.C., cioè delle strutture neuropsichiche che si sono costruite nel singolo individuo. La sessualità umana, in tutte le sue multiformi variazioni, frequenti o anomale o patologiche, non è evento fisico dovuto a istinto o ad automatismi fisiologici, bensì la manifestazione somatica di un’emozione, che accade nel cervello emotivo del singolo individuo secondo le funzionalità che si sono strutturate in quel singolo cervello nella sua peculiare e individuale maturazione dovuta ai suoi apprendimenti primari. Ciò malgrado perdura l’idea, anche in ambito sanitario, che le funzioni sessuali dipendano da una fisiologia degli organi, così come accade per esempio per lo stomaco o per il fegato.
Il presente testo offre una documentazione aggiornata su come ogni funzione o percezione sessuale sia il risultato di ciò che accade, non negli organi, bensì nel cervello emotivo della singola persona: si tratta pertanto di un evento mentale che, come tutte le emozioni, ha conseguenze somatiche. Poiché nessuno ha un cervello uguale a quello di un altro, e quindi nessuno ha una mente uguale ad un’altra, ognuno ha la “sua” sessualità: questa si è venuta a costruire per le vicende di vita, soprattutto neonatali e infantili, che il cervello di quel soggetto ha elaborato.
Un’adeguata considerazione delle suddette nozioni neuropsicologiche permette non irrilevanti riflessioni antropologiche e sociali sul ruolo della sessualità nella cultura attuale. Il presente testo offre un excursus su tali temi dal vertice della Psicologia Clinica. Il volume è rivolto ai sessuologi, agli psicologi e psicoterapeuti, ai medici, agli assistenti sociali, agli educatori, ai periti di tribunale, alle ostetriche, nonché agli studenti che dell’argomento fanno oggetto di studio, ed infine a tutti coloro che per problemi di vario genere possono avere interesse a documentarsi. (Segue)..

La relazione genitori/bambino

In queste ultime decadi la psicoanalisi infantile si è enormemente sviluppata, coniugandosi con le ricerche e le tecniche derivate dalla teoria dell’attaccamento e dando origine a varie e diverse Scuole di Psicoterapia. Queste centrate sui caregivers, quanto più il bimbo è piccolo, o anche neonato, o meglio l’oggetto della terapia è la relazione che può essere clinicamente e/o sperimentalmente osservata tra caregiver e bimbo. Ovviamente il veicolo principe della comunicazione che intercorre tra il terapeuta, o i terapeuti, e i “pazienti” non è la parola, come nella psicoanalisi degli adulti. Questo sviluppo ha permesso di accertare come l’effetto terapeutico, cioè ciò che fa cambiare le strutture mentali, anche per gli adulti, dipende dai messaggi affettivi veicolati nella comunicazione non verbale che costituisce una specifica relazione interpersonale. Ciò ha portato alla scoperta dell’importanza e della complessità della relazione interpersonale come situazione psichica strutturante. L’effetto strutturante, che non è semplicemente psichico ma anche neurale, è di fondamentale rilievo per la maturazione del cervello dei bambini. Il concetto di maturazione cerebrale è oggi cambiato: esso dipende dagli apprendimenti relazionali primari. L’effetto strutturante (segue)

Povero bimbo. Romanzo psicoanalitico

Da una rievocazione del proprio passato infantile, scritta da un paziente adulto dopo aver finito un’analisi di molti anni e gentilmente offerta all’analista, questi ha ricavato un “romanzo”. Romanzo che però è tutt’altro che immaginario: è il “romanzo familiare”, effettivo, che nella realtà costruì la personalità di un bambino. Questi, divenuto adulto, ne sentì il disagio interiore, la patologia, per fortuna non grave, sì da decidersi a intraprendere una lunga, laboriosa, e sofferta psicoanalisi. L’autore, lo psicoanalista che negli anni ebbe il paziente in analisi, ben conobbe questa storia familiare, ricostruita ed elaborata nel lavoro analitico, rievocata dal paziente in prima persona, e ora qui descritta nelle sue forme significative, determinanti per le strutture neuropsichiche che si formarono.

Perchè la sessualità?

I bambini e i loro Care-Givers