Il sistema Protomentale. Psicoanalisi cognitiva. Origini, Costruzione e Funzionamento della Mente

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LED Edizioni, Milano, 2006, vol. pp. 312
Imbasciati Antonio

La psicoanalisi poté avere successo non semplicemente per il suo valore clinico – curare sindromi allora inspiegabili e ritenute incurabili –, e neppure per il suo metodo, giudicato allora assai «strano» e non scientifico, ma per la teoria che Freud elaborò per spiegare le origini e il funzionamento della mente: la teoria energetico-pulsionale. I concetti che Freud vi pose alla base (istinto, pulsioni, energia, scarica, omeostasi, principio economico) ricalcavano i principi scientifici e le scoperte della neurofisiologia e della termodinamica di quel tempo, e diedero alla psicoanalisi una veste scientifica consona all’epoca. Oggi il metodo è stato accettato, mentre l’impianto teorico energetico è criticato e rifiutato, in quanto in contrasto con quanto ci dicono le neuroscienze attuali. Ciò malgrado la teoria freudiana sembra «resistere»: a tuttoggi a volte si identifica la psicoanalisi con la teoria di Freud, talora anche in ambienti scientifici, con non poco danno per una libera integrazione delle varie scienze della mente. Una ragione di tale persistenza può essere individuata nel fatto che gli studiosi di psicoanalisi hanno sviluppato la loro scienza troppo arroccati in una teoria diventata dottrina, e nel mito del Maestro, cosicché gli sviluppi psicoanalitici più originali, che contenevano concezioni diverse, hanno proposto modelli differenti, ma non hanno delineato una chiara teoria alternativa, con un potere esplicativo condiviso analogo a quello che ebbero a suo tempo la Teoria energetico-pulsionale e la Metapsicologia. Questo testo rappresenta il punto di arrivo di oltre vent’anni di studi e di pubblicazioni dell’Autore, guidati dall’intento di confrontare la psicoanalisi con le altre scienze della mente, in particolare con la psicologia sperimentale, gli studi sulla mente neonatale, le scuole cognitivo-comportamentali e in genere le neuroscienze attuali. Vengono ripresi, sviluppati, aggiornati e riformulati i temi esposti nel precedente volume Nascita e costruzione della mente, in un quadro organico che propone una nuova teoria esplicativa – una nuova metapsicologia – dello sviluppo, in accordo con la clinica psicoanalitica e al contempo con quanto ci dicono oggi le altre scienze della mente. La teoria che viene esposta usufruisce sia dei modelli teorici di Bion, sia dei contributi delle Scuole cognitiviste, e spiega la costruzione della mente e le sue origini in termini di apprendimenti (a cominciare da quelli fetali) modulati dalle relazioni, e di progressiva costruzione di memorie funzionali implicite che si strutturano nel Sistema Nervoso Centrale.

SOMMARIO: Presentazione — 1. La mente: Affetto, cognizione, coscienza: il mentale come “programma” e traccia mnestica – L’attività percettiva – Istinto o apprendimento? – Struttura esperienziale e biologia – Innato o acquisito? E quando? — 2. Una teoria esplicativa per la psicoanalisi: Descrizione, comprensione, spiegazione – L’intento esplicativo in psicoanalisi – L’opera di Bion e il problema delle origini delle funzioni mentali – Apprendere dall’esperienza: la traccia mnestica – Il sistema mente – Le strutture mentali primarie. — 3. La mente come sistema informatico: Oggetto, stimolo, afferenza, percezione – Analisi della percezione: engramma e rappresentazione – Significanti primari del mondo rappresentazionale – Apprendimento e autocostruzione del sistema-mente – Apprendimento, rappresentazione e significatività dell’afferenza – Comunicazione e esperienza di apprendimento. — 4. L’engramma: afferenze, operazioni mentali, oggetti interni: Mente fetale e apprendimenti perinatali – Tracce afferenziali, engramma, oggetti interni – Percezione, ricordo, immaginazione, allucinazione – Oggetti interni e esperienza corporea – Il “Seno” – Il dolore agli esordi della mente? — 5. Livelli di operazioni protomentali: Esorcismo e autotomia – Il “Buono” e il “Cattivo” – Il “Dentro – Buono – Sé” e il “Cattivo – Fuori – non Sé” – Operazioni mentali e verifica della realtà – Il principio del dispiacere: autotomia o sviluppo cognitivo – Soddisfacimento e intelligenza: principio di realtà/principio di conoscenza – Evitamento del dispiacere e conoscenza. — 6. Il metabolismo schizoparanoide: Operazioni mentali “sbagliate” e operazioni “esatte” – Meccanismi schizoidi e nascita della percezione – L’”invidia del seno”: protoinvidia come l’attacco al pensiero – I circuiti paranoidi – Scissione proiettiva e percezione: il Sé percepiente. —7. Gli affetti come operazioni cognitive: Invidia e dipendenza – Seno buono e capacità mnestiche – “Sé cattivo” e vissuti di un pensiero proprio – Scissione e idealizzazione. — 8. Corporeità e modalità di pensiero: Engrammi: sensorialità e memoria di funzioni – Esperienza auditiva e esperienza visiva – L’esperienza della prensione – Dentizione e svezzamento – Dal corpo alla “fantasia”. — 9. Posizione depressiva e apprendimento a conoscere: Gli anticedenti del “senso di colpa” colpa – Protocolpa e “sbaglio” – Elaborazione della colpa e esperienze corporee – Acquisizione del significante attraverso scissione-idealizzazione e negazione maniacale – La riparazione: riparare gli engrammi del pensiero – Catene di significanti e permeabilità intrapsichica: una diversa concezione dell’inconscio. — 10. Riparazione e pensiero: Posizione depressiva e conoscenza – I processi di simbolizzazione: valore esplicativo della Teoria del Protomentale – Funzione materna e simbolopoiesi – Insegnare a pensare: il linguaggio delle rèvérie – Dai genitori ai figli. — Bibliografia