Perchè la sessualità?

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Piccin, Padova, 2010, vol. pp. 242
Imbasciati Antonio

Sulla sessualità e sull’amore si è scritto fin da quando si è inventata qualche forma di scrittura. Ancor prima l’homo sapiens ha voluto raffigurarli, già in qualche incisione rupestre, poi con lo sviluppo delle arti plastico-figurative, e ha sentito il bisogno di celebrarlo, nel canto, nella danza, nella poesia; di regolamentarlo negli ordinamenti sociali e nelle religioni, in alcune per esaltarlo in tutte le sue forme. L’argomento sembra aver occupato la mente dell’uomo in modo pregnante e continuativo. Perché?
Per la semplice sopravvivenza inerente la riproduzione della specie? Una volta che l’homo sapiens poté ben conoscerla e prendersene controllo e cura, perché mai ha continuato a parlarne, scrivere, fantasticare, legiferare? Istinto iscritto nella specie? A maggior ragione, se fosse stato istinto, come tale predeterminato, perché mai l’argomento avrebbe dovuto interessare e preoccupare proprio la parte più sapiens del genere umano? Si può invocare la complessità, l’ambivalenza e l’opacità degli affetti che vi si muovono: ma in che cosa ciò consiste?
Come in ogni civiltà, fino ai giorni nostri sulla sessualità, e sull’amore, è stato e tuttora viene scritto un mare di letteratura: da quella romanzesca, a quella poetica, a quella pornografica, a quella scientifica. In quest’ultima ci si aspetterebbe serietà e chiarezza: tutt’altro. Le scienze che si arrogano spesso esclusivamente, il marchio doc della scientificità, ovvero quelle medico-biologiche, presentano produzioni tutt’altro che omogenee, ma soprattutto riduttive: genetica e biologia poco ci dicono su quell’umano che su questo tema sembra aver occupato, affascinato e preoccupato la mente delle persone. Medicina e fisiologia si limitano a dirci come funzionano gli organi genitali, o come dovrebbero; e quando qualche persona ne patisce (=paziente), più che indagarne le ragioni originarie, cercano di correggere il funzionamento degli organi, trascurando proprio la “persona”.
Le neuroscienze e la psicologia sperimentale hanno ampiamente dimostrato come tutte le manifestazioni sessuali dipendano dal S.N.C., cioè dal neuropsichico: tuttavia perdura l’idea, oggi ancor più di ieri, che la sessualità umana sia questione di organi, come per il fegato o lo stomaco. Perché mai tale resistenza? Perché in tanta letteratura, sociologica, antropologica e anche psicologica si ritrovano contributi quasi sempre settoriali, se non spesso improntati a una divulgazione accattivante e seduttiva?
Gran parte di tali contributi sembrano improntati ad una malintesa necessità di dare una risposta chiara e rapida: questo si traduce in una parcellizzazione dei problemi e in un riduzionismo metodologico per trovare subito una risposta univoca. Vale la pena dunque porsi un perché. Al di là delle considerazioni ingenue, questo “perché” contiene ancor oggi molti enigmi, che oltretutto sembrano moltiplicarsi guardando al futuro dell’evoluzione dei nostri costumi. Recentemente la letteratura psicologico-sperimentale sull’Attaccamento sembra raccogliere e favorire un’integrazione tra le varie metodologie sperimentali e i rilievi clinici, soprattutto psicoanalitici. Le ipotesi teoriche della psicoanalisi sono state d’altra parte largamente riformulate. Ancor più recentemente le neuroscienze, la neuropsicoanalisi in particolare, e in genere lo studio del cervello emotivo e delle capacità relazionali, sembrano promettere maggiori conoscenze. In questo quadro il presente testo, intende offrire al lettore una visione globale dell’argomento, prospettando ipotesi psicosociali concernenti il futuro dell’umanità.

INDICE

Presentazione

Cap. 1) Dove e come cercare il perché
1.1 Istinto?
1.2 Apprendimento primario?

Cap. 2) Maschio e femmina alle origini dell’homo sapiens
2.1 Sesso e potere
2.2 Il pregiudizio androcentrico
2.3 Lo stupro primordiale
2.4 Civiltà matriarcali e civiltà patriarcali
2.5 L’evoluzione della donna acquatica
2.6 L’aggressività nel sesso
2.7 Preistoria della specie e preistoria della mente
2.8 Guerra tra i sessi o dialettica?

Cap. 3) Dalla psicoanalisi biologistica allo studio dello sviluppo cognitivo
3.1 La vis a tergo freudiana
3.2 Il corpo apprende per la mente

Cap. 4) La comunicazione erotica
4.1 Amore o seduzione?
4.2 La seduzione come promessa di piacere
4.3 Lo studio psicoanalitico della dimensione simbolica
4.4 Il piacere come significante
4.5 Decodifica della comunicazione erotica

Cap. 5) Il piacere sessuale: una costruzione della mente emotiva
5.1 Sessualità e piacere come costrutti mentali
5.2 Percezione ed emozione
5.3 Percezione, emozione, affetto?
5.4 Emozione e percezione come elaborazione di informazioni
5.5 Sessualità: percezione o emozione?
5.6 La “qualità erotica”: elaborazione di informazioni e attribuzione di significato
5.7 Reificazione del piacere come difesa dall’emozione erotica
5.8 Il piacere come epifenomeno cosciente di processi inconsci
5.9 Un paradosso per la percezione degli effetti somatici dell’emozione

Cap. 6) L’ambiguo linguaggio dell’Eros
6.1 La comunicazione erotica e la sua possibile bugia
6.2 La seduzione
6.3 Il piacere: significato, significante, referente
6.4 Simbolopoiesi, creatività e perversione
6.5 Piacere e bugia
6.6 Quale decodifica della comunicazione erotica?
6.7 Un futuro dell’Eros
6.8 Il significante olfattivo

Cap. 7) Attaccamento e sessualità: rappresentazione, fantasmi, oggetti interni
7.1 Gli apprendimenti precoci nell’attaccamento
7.2 La fantasmatica relazionale nell’attaccamento e nella sessualità
7.3 Dal fantasma all’engramma
7.4 Engramma e oggetto interno
7.5 Simbolopoiesi e sessualità
7.6 Fare un figlio: il fantasma della generatività

Cap. 8) Quale sessuologia? A che servirà la sessualità?
8.1 La sessualità nella cultura sanitaria italiana
8.2 Perché l’etero-sessualità?
8.3 La buona sessualità e le cosiddette disfunzioni sessuali
8.4 La sessualità come emozione negata
8.5 L’ottimalità sessuale della coppia come prognosi delle capacità di allevamento
dei figli
8.6 Intesa amorosa, intesa amorevole, transgenerazionalità

Bibliografia