Psicologia Clinica Perinatale

246
Piccin, Padova, 2007
Imbasciati, Antonio - Dabrassi, Francesca - Cena, Loredana

IL PRIMO TESTO ITALIANO CHE AFFRONTA TEMI PERINATALI DAL PUNTO DI VISTA DELLA PSICOLOGIA CLINICA

La nascita di un bimbo è l’avvenimento più importante della vita di una famiglia: fin dalla gravidanza, preoccupazioni, ansie, gioie, impegni dominano l’esistenza quotidiana. Ostetriche e pediatri dispensano consigli, regole, prescrizioni, alle mamme in cerca di rassicurazione che tutto vada bene: la gravidanza ha qualcosa di insolito? Il bimbo non si muove come ci si aspetta? Sarà sano? Dopo la nascita sopravvengono spesso molti disagi: il bimbo non si attacca, il latte va via, mangia poco, o troppo, non dorme alle ore giuste. Qui si affannano molte mamme, e soprattutto per il sonno capita spesso che alcune, disperate per i ritmi che il neonato loro impone, invano cercano di osservare tutte le prescrizioni e i consigli. Il fatto è che le “cure materne”, di cui tanto si parla, non possono venire dalla scrupolosa osservanza di regole: vengono dal “cuore”, spontanee nella maggior parte delle mamme, ma in alcune no. Qui allora interviene il contributo della Psicologia Clinica, dove “clinica” non significa cura di una patologia, ma entrare dentro nel mondo della relazione inconscia tra la madre e il suo bimbo: nel mondo interiore dei vissuti e delle emozioni che sfuggono a qualunque regola prescritta e ad ogni buona intenzione della mamma.

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Indice generale
Introduzione (Antonio Imbasciati)

Capitolo 1

NASCITA DELL’INDIVIDUO E NASCITA DELLA MENTE

1.1
Psicologia clinica e vicende perinatali (Antonio Imbasciati)
1
1.2
Le origini della mente (Antonio Imbasciati)
5
1.3
Sull’inizio della vita psichica: la Psicologia Perinatale (Pier Luigi Righetti)
9

Capitolo 2

L’UNITA’ GESTANTE-FETO COME MATRICE DI SVILUPPO

2.1
Sviluppo del bimbo e sviluppo della madre (Antonio Imbasciati, Loredana Cena)
21

2.1.1  Lo sviluppo mentale

2.1.2  Eventi psichici della gestazione

2.1.3  Comunicazione gestante-feto: le prime basi della mente

2.1.4  Dinamiche affettive profonde e comunicazione

2.2
La comunicazione gestante-feto (Antonio Imbasciati, Loredana Cena)
30

2.2.1  Ecografia e movimenti fetali

2.2.2  La comunicazione motoria

2.2.3  Competenza a nascere: nel feto e nella madre

2.2.4  Il feto impara

2.2.5  prospettive di ricerca

Capitolo 3

PSICOSOMATICA DELLA GRAVIDANZA E DEL PARTO

(Antonio Imbasciati, Loredana Cena)

3.1
Psiche e soma: la psicosomatica
51
3.2
Dal corpo alle strutture mentali attraverso la relazione gestante-feto: la proto-mente matrice dello Psico-soma
56
3.3
Psicosomatica ginecologica e ostetrica
62
3.4
Il parto e il dolore
68
3.5
La “paura del parto”: interpretazioni psicodinamiche
70
3.6
La ricerca nella psicosomatica della gravidanza e del parto
73
3.7
La psicoprofilassi, accompagnamento alla nascita, educazione prenatale
77
3.8
Puerperio, allattamento, postpartum blues e depressione
79

Capitolo 4

PARTO E ALLATTAMENTO

4.1
I “misteri” femminili (Antonio Imbasciati)
93
4.2
Come si partorisce oggi in Italia (Lucia Grassi)
95
4.3
L’allattamento (Leonardo Speri)
99

4.3.1  Competenze psicologiche in un progetto di sanità pubblica

4.3.2  Allattamento e salute: la promozione dell’allattamento materno e dell’iniziativa OMS UNICEF Ospedale Amico dei Bambini

4.3.3  Il progetto e la sua attuazione in Italia

4.3.4  Scienza ed emozione: una sinergia per il cambiamento

4.3.5  Sostenere la trasformazione, un’occasione per le mamme e per le istituzioni

4.3.6  L’esperienza nell’ospedale di Soave

4.4
Angosce e difese sedimentate nelle istituzioni (Antonio Imbasciati)
113
4.5
Fantasmatica nell’allattamento e comunicazione (Antonio Imbasciati)
117
4.6
Allattamento e relazionalità (Francesca Dabrassi)
120

4.6.1  Il triangolo dell’allattamento: il neonato, la madre, la società

4.6.2  L'”ormone dell’amore”: tra allattamento e bonding

Capitolo 5

IL NEONATO

5.1
Cosa si prova ad essere un neonato (Stefano Benzoni)
127
5.2
Quale coscienza per il neonato? (Antonio Imbasciati)
136
5.3
Cosa si prova ad avere un neonato? L’esperienza di un’ostetrica (Linda Tosoni)
140
5.4
La relazione col neonato (Antonio Imbasciati)
143

Capitolo 6

ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA

6.1
Mente, Psiche, Anima: la psicoprofilassi al parto-nascita (Marisa Farinet)
147
6.2
Evoluzione dei corsi di accompagnamento alla nascita (Miriam Gambarini)
151

6.2.1  Metodi di preparaziojne alla nascita

6.2.2  Obiettivi e organizzazione di un corso di accompagnamento alla nascita

6.2.3  La mia esperienza nella realtà bresciana

6.3
Educazione alla salute e al benessere nel percorso nascita (Lucia Grassi, Miriam Guana)
158
6.4
Competenza nel prendersi cura: il modello formativo nel corso di Laurea in Ostetricia (Miriam Guana, Umberto Angelo Bianchi)
159
6.5
Accompagnamento alla nascita e strutture ospedaliere nella Lombardia (Miriam Guana)
161
6.6
Dalla psicoprofilassi alla psicologia clinica perinatale (Antonio Imbasciati)
165

Capitolo 7

I  GENITORI

7.1
Desiderio di generare (Loredana Cena, Antonio Imbasciati)
169

7.1.1  Desiderio di generare e desiderio di genitorialità: avere un figlio o esere genitori?

7.1.2  “L’istinto che vuol generare” (Freud, 1915) e il sentimento di maternità

7.1.3  Il progetto gestazionale e i limiti della possibilità generativa

7.1.4  Il “nome-del-padre”

7.1.5  Desiderio di procreazione e di paternità

7.2
L’attaccamento prenatale (Anna Della Vedova)
198

7.2.1  La prima relazione genitori-bambino: l’attaccamento prenatale

7.2.2  Verso uno studio della relazione genitori-bambino prima della nascita

7.2.3  Il costrutto dell’attaccamento prenatale e gli strumenti che lo misurano

7.2.4  Gli studi sull’attaccamento prenatale

7.2.5  Variabili correlate all’attaccamento postnatale e programmi di intervento

7.3
L’attaccamento neonatale (Francesca Dabrassi, Antonio Imbasciati)
209
7.4
Uno sguardo sulla genitorialità tra lo psichico ed il sociale (Paola Manfredi)
217

7.4.1  Premessa

7.4.2  Genitorialità come capacità di comprendere lo stato della mente

7.4.3  Genitorialità di mamma e di papà

7.4.4  Genitorialità come capacità di leggere le differenze

7.4.5  Genitorialità ovvero squilibrati per amore!

Indice analitico (Francesca Dabrassi)

La sessualità e la teoria energetico-pulsionale 2
Freud e le conclusioni sbagliate di un percorso geniale
Franco Angeli, Milano, 2005      Vai all’abstract dell’editore      Acquista il volume online

Antonio Imbasciati

La teoria energetico-pulsionale che Freud elaborò lungo tutta la sua opera, per spiegare le origini e il funzionamento della mente, è rimasta la pietra miliare della psicoanalisi, e soprattutto la parte più nota anche ai non addetti ai lavori. Pulsione, rimozione, libido, energia e altri termini sono entrati nel linguaggio comune. Eppure la teoria energetico-pulsionale è proprio quella parte, della grande opera freudiana, che più è stata criticata, dagli psicoanalisti stessi, che oggi la intendono superata, per lo meno nella originaria formulazione biologistica di Freud.
Il volume intende dimostrare che questa teoria fu elaborata a partire dalle prime ipotesi che Freud, ancora nell’Ottocento, aveva formulato sulla sessualità: queste ipotesi furono progressivamente estese e trasformate in una teoria organica che assunse un implicito valore di verità, o meglio di spiegazione di tutto il funzionamento psichico. Vengono esaminati i progressivi passaggi di pensiero, lungo tutto l’arco delle opere di Freud, evidenziando le progressive “congetture” (secondo la parola “erraten” dello steso Freud) con cui egli “inventò” la teoria. L’invenzione fu utile, si sostiene: tutte le teorie, in ogni scienza vengono “inventate” per la loro utilità al progresso di quella scienza. Ma tutte le teorie, in tutte le scienze, cambiano, se quella scienza progredisce, e vengono sostituite da altre teorie, più consone a far progredire quella scienza stessa. Così in psicoanalisi, ci sono oggi teorie migliori di quella di Freud.

Il che nulla toglie alla genialità del pensiero di Freud, nel quadro delle scienze di quell’epoca.
Più in dettaglio, la presente trattazione intende dimostrare dieci tesi, attraverso un’esegesi delle opere freudiane, che possono essere schematizzate come segue:
1.
La teoria energetico-pulsionale (al suo centro la Metapsicologia) è stata derivata da Freud per estensione progressiva delle sue prime ipotesi, elaborate tra il 1884 e il 1905, sulla base delle sue osservazioni cliniche riguardanti la sessualità.
2.
Nell’originaria formulazione di questo “modello psicosessuale”, Freud omologa i vissuti coscienti della sessualità (sostanzialmente la sessualità maschile) ad un corrispondente metabolismo di “sostanze sessuali”.
3.
In tal modo un modello descrittivo di valore metaforico viene gradualmente trasformato in una teoria esplicativa “forte”, di tipo biologico, in sintonia coi principi positivistici delle altre scienze di quell’epoca; in questa trasformazione viene operata una reificazione dei vissuti, attraverso un processo che si può denominare di ipostasi.
4.
Le ipotesi su un metabolismo di sostanze sessuali vengono trasformate in una teoria esplicativa della sessualità e questa per estensione viene trasformata in una teoria esplicativa del funzionamento generale della mente: la trasformazione avviene attraverso la formulazione del concetto-base di pulsione, per estensione di quanto era stato supposto per la sessualità.
5.
La teoria energetico-pulsionale, riconosciuta in contrasto con la clinica dello stesso Freud, è oggi superata dal progresso sia della psicoanalisi stessa, sia delle neuroscienze, ed in particolare dalle scienze cognitive, rispetto al valore esplicativo che Freud intendeva attribuirle.
6.
In Freud era pregnante un intento esplicativo, oltre che clinico descrittivo, per allineare la psicoanalisi con le altre scienze dell’epoca, nello spirito positivistico allora imperante: in questo intento, in parte politico, egli chiamò la sua teoria “la strega Metapsicologia”.
7.
La teoria, se smentita rispetto al suo valore esplicativo, si è rivelata una metafora molto utile per la clinica, confermando il valore euristico che Freud attribuiva al “congetturare”.
8.
La teoria si è rivelata così utile sul piano della politica scientifica, attraendo centinaia di studiosi che hanno fatto progredire la psicoanalisi fino a giungere a teorie diverse.
9.
Il progresso effettivo della psicoanalisi come scienza, è dovuto al metodo, che ha permesso la ricerca clinica, e non alla teoria, la quale ha avuto successo, semmai, ma non ha giovato al progresso.
INDICE

Prefazione, di Renato Sigurtà
7

Presentazione
11

1 Freud e la sessualità
15
2 Il genio e la teoria
19
3 Sensorialità di un’emozione
23
4 Sostanze nella psiche: l’ipotesi del vissuto
27
5 Sostanze tossiche da smaltire
31
6 L’orgasmo maschile
39
7 L’enigma della sessualità
45
8 Alla scoperta dell’eros: il transfert
53
9 Le zone erogene e la libido
57
10 La pregnanza dei “Tre saggi sulla sessualità”
63
11 Le conclusioni “sbagliate” di un percorso geniale
69
12 La Metapsicologia
75
13 Dalla pulsione sessuale alla spiegazione dell’inconscio
83
14 La strega
91
15 Serve ancora lo studio della sessualità?
97

Bibliografia
103