Quindici brevi lezioni di Psicologia Integrata

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Alpes, Roma, 2016
Imbasciati Antonio

I laureati in psicologia, anche quelli con quella laurea che è stata pomposamente denominata “magistrale”, escono impreparati, non solo ad affrontare la disoccupazione o la subordinazione all’attuale burocrazia dei servizi sanitari, ma anche ad utilizzare le nozioni di base necessarie affinché i più volonterosi e fortunati possano rivolgersi ad altri percorsi formativi. L’Università, nella crisi economica generale, ha subito tagli –di docenti, di ricercatori, di altro personale e di risorse in generale–che di fatto hanno esautorato la possibilità di fare ricerca e quindi di trasmetterne le basi per una scientificità aggiornata e idonea alle specifiche professioni. La formazione (cosiddetta?) di qualunque laureato è stata ridotta a una serie di formalità burocratiche eseguite da docenti ingabbiati a lor volta da un apparato di regole e prescrizioni restrittive, umilianti e demotivanti. Quel poco che uno studente studia ben presto viene concellato.

Questa situazione generale pesa specificamente sulle lauree in psicologia, con conseguenze disastrose per quegli psicologi che si rivolgono alla clinica e cercano una formazione psicoterapeutica. Le deficienze e ancor più le distorsioni rendono loro estremamente difficile orientarsi ed accostarsi sia alla psicoanalisi, se non in maniera mistificata, sia alle neuroscienze, oggi all’estero sempre in più rapido progresso.In una cinquantennale esperienza universitaria, di ricercatore, docente, supervisore, nonché professionista, l’autore ha riscontrato, negli studenti di Psicologia e ancor più nei giovani psicologi in cerca di sistemazione, situazioni di incertezza e di gran confusione circa i differenti approcci e metodi delle diverse scienze della mente, nonché di fronte alle differenti Scuole della medesima disciplina o rispetto a discipline diverse che impropri ordinamenti ministeriali hanno incluso sotto una medesima dizione. Tale eterogeneità e la mancanza di adeguate distinzioni e integrazioni si rivela in modo particolare nell’indirizzo clinico, il più scelto dalla gran maggioranza degli psicologi: qui, oltretutto si riscontrano le mistificazioni sulla psicoanalisi e una insufficiente conoscenza circa le neuroscienze, ed anche per le stesse basi di neuropsicofisiologia.

In tale confusa situazione l’autore propone un esempio della possibilità di far fronte al marasma culturale, che affligge i docenti prima ancora delle nefaste conseguenze sugli studenti e sugli specializzandi, allestendo brevi lezioni “integrate”, su argomenti fondamentali, che risultino sia fattibili per i docenti “ingessati nel sistema”, sia che possano allertare i discenti in funzione del loro futuro professionale.

Quanto trattato nel presente modesto volume non è certo esauriente per acquisire la formazione che necessita a uno psicologo, tanto meno allo specialista clinico o allo psicoterapeuta, e neppure pretende di essere metodo sicuro, ma si propone come tentativo esemplificatorio di quanto un docente che non abbia ancora rinunciato alla propria dignità potrebbe ancora farsi nell’attuale situazione.