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[Dell'area di competenza 10. Psicoanalisi e Istituzioni Sanitarie]
Autore/i volume: Imbasciati A., Cena L.

Per molto tempo con “Psicologia Clinica Perinatale” si è inteso in ambito sanitario una clinica psicologica centrata sugli eventuali disagi di gestanti e puerpere. L’attenzione al neonato si poneva nei casi in cui si manifestassero sue evidenti patologie.

Autore/i volume: Imbasciati A., Cena L.

Nei primi mille giorni di vita, a contare dal concepimento, viene a costruirsi una prima matrice funzionale -reti sinaptiche- individuale che condizionerà ogni successiva elaborazione delle esperienze di vita di quell’individuo e pertanto ogni ulteriore costruzione di funzionalità nel suo individuale cervello, cioè ogni successivo sviluppo neuropsicosomatico di quella persona.

Autore/i volume: Imbasciati A., Cena L.

La Psicologia Clinica Perinatale è una nuova disciplina specialistica integrata che si costituisce nell’apporto di molteplici e differenti discipline, psicologiche, neurobiologiche, sanitarie, sociali, mediche ed è rivolta alla promozione di un’assistenza ai genitori e alle famiglie per un aiuto nelle difficolta del loro percorso genitoriale. La genitorialità si costituisce come dimensione psichica in base alla struttura neuromentale che si è costruita nel cervello-mente di ogni singola persona nella sua prima infanzia: la sua qualità è pertanto squisitamente individuale. Ogni adulto che diventa genitore avrà una sua specifica inconscia dimensione genitoriale, buona o meno buona, dall’ottimalità fino alla patogenicità. Il cervello … (segue)

Autore/i volume: Imbasciati A., Cena L.

Il funzionamento e la microstruttura del cervello umano non sono dati dalla Natura, ma dipendono dai particolari apprendimenti che progressivamente vanno a costruire le reti neurali di quel singolo cervello. I primi apprendimenti sono essenzialmente apprendimenti di funzioni: il cervello deve imparare a funzionare e a come funzionare nelle modalità che caratterizzeranno il singolo individuo. Nessuno ha un cervello uguale a quello di un altro. La qualità di tali apprendimenti e pertanto le reti neurali che genereranno il funzionamento mentale di quel singolo individuo, dipendono dal tipo di relazioni che si potranno via via stabilire, a cominciare dalla vita fetale, tra la mente degli adulti che si pre-occupano del nascituro e successivamente si occupano del neonato, e la costruenda mente del bimbo. La qualità dello sviluppo neuromentale del bambino dipende dalla qualità strutturale (inconscia) della mente dei caregiver.
Il funzionamento che il cervello impara nei primi due anni di vita è determinante per … (segue)

Autore/i volume: Imbasciati A.

Una ultracinquantennale esperienza in Università – studente, poi ricercatore, docente, responsabile di formazione di altri ricercatori – insieme a una quarantennale esperienza di psicoanalista testimoniano, in una raccolta di ricordi, la passione per la ricerca scientifica e l’amarezza di constatarne la lenta morte nello sfacelo dell’Università Italiana. Un tratto di ironia addolcisce il sarcasmo di un piccolo memoriale. L’abbattimento del baronato universitario si è trasfigurato in un colossale inganno propinato agli studenti e nella formazione dei futuri professionisti che popoleranno e forse governeranno l’Italia: da un’accusa di baron fottuto a una sottile ma effettiva fottitura di massa… (segue)

Autore/i volume: Imbasciati A., Dabrassi F., Cena L.

In questi ultimi trent’anni le ricerche della Psicologia dello Sviluppo (in particolare l’Infant Research), della Psicologia Clinica, della Psicoanalisi, della Neuropsichiatria Infantile e delle Neuroscienze hanno evidenziato una convergenza nel dimostrare come i primissimi tempi della vita siano decisivi per la strutturazione della mente, nonché del cervello stesso, e come tale strutturazione sia la base condizionante per ogni ulteriore apprendimento e pertanto di ogni ulteriore strutturazione neuropsichica, funzionale e mnestica. Di qui un sempre crescente sviluppo di ricerche, da vari vertici condotte, sulle condizioni che determinano la qualità individuale della struttura neuromentale di base. Quanto fino a qualche decade addietro era creduto maturazione neurologica «naturale», si è rivelato invece frutto di esperienze individuali, mediate dal tipo, o meglio dalle qualità delle relazioni in cui si è trovato il feto, il neonato, il bimbo. Nessuno ha pertanto un cervello eguale a quello di un altro, nessuno una mente come quella di un’altra persona.
Gli studi succitati convergono nell’aver dimostrato come tale «strutturazione relazionale» dipenda dalla madre, dai caregiver, dalla struttura emotiva della loro mente (cervello emotivo) nelle condizioni in cui accudiscono al bimbo. Di qui la massima attenzione a come tutte le interazioni perinatali possano strutturare al meglio il futuro individuo, oppure mettere a rischio di patologia ogni suo ulteriore sviluppo, fino all’età adulta. (Segue)….

Autore/i volume: Imbasciati A., Margiotta M.

La Psicologia Clinica e le neuroscienze hanno dimostrato come la relazione del paziente con gli operatori che lo assistono può avere un effetto biologico terapeutico, per vie psicosomatiche, così come invece iatrogeno (segue)

Autore/i volume: Imbasciati A.

Il progresso della medicina ha inesorabilmente tecncizzato l’operato del medico riducendogli inevitabilmente gli spazi, sia mentali che operativi che egli poteva dedicare al rapporto umano (segue)

Autore/i volume: Imbasciati A., Dabrassi F., Cena L.

La nascita di un bimbo è l’avvenimento più importante della vita di una famiglia: … Ostetriche e pediatri dispensano consigli, regole, prescrizioni, alle mamme in cerca di rassicurazione che tutto vada bene… é questo il primo testo italiano che affronta i temi perinatali dalla prospettiva scientifica della Psicologia Clinica (segue)