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12 pregiudizi sulla mente umana

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22 Gennaio 2022

Un pregiudizio è una convinzione molto intima, anzi misconosciuta e esplicitamente negata dal soggetto (“che ce l’ha da qualche parte nella mente”), e che tuttavia permane a condizionare la sua condotta, e il modo di pensare e ragionare, a dispetto di nozioni scientifiche a disposizione.

Sulla mente e a proposito di nozioni di psicologia sono identificabili molti pregiudizi, che imperano nella cultura corrente e impediscono e distorcono riduttivamente ciò che di nuovo si potrebbe apprendere e veramente assimilare. I pregiudizi possono anche essere in contraddizione l’un con l’altro e ugualmente coesistere nascondendo la confusione. Ne descriviamo qui schematicamente i più tenaci:

La mente è ciò che in coscienza sento di essere e di pensare - 1

FALSO ― La pretesa di essere sempre padroni consapevoli di tutto quanto ci illudiamo di poter fare è uno dei più radicati pregiudizi della nostra cultura. La mente è molto più vasta e sconosciuta rispetto a quello che uno può sentire e pensare su sé stesso. Ed è un pregiudizio che genera confusione, perché si usa il medesimo termine, “coscienza”, per due concetti tra di loro molto differenti: la coscienza morale e la consapevolezza di sé stessi. In inglese si usano due termini diversi, conscience e consciousness. Coscienza morale vuol dire esser sinceri con sé stessi, ma questo a sua volta vuol dire averne piena consapevolezza, mentre invece, l’esplorazione della nostra interiorità è il più delle volte ingannevole: la psicoanalisi ce l’ha mostrato. E oltretutto la nostra consciousness non è un on/off.

La mente è normale se il cervello è normale - 2

FALSO ― Non esiste un cervello normale per Natura, né una mente normale. Ognuno ha un suo cervello, diverso da qualunque altro, e la propria irripetibile mente.

Se una persona non è normale vuol dire che avrà una qualche patologia nel suo cervello - 3

FALSO ― Perché, oltre che non esistere un cervello normale, non si ha chiaro cosa sia ciò che si vuol dire con patologia: sofferenza? (pathos), oppure malattia o lesione proveniente dall’esterno?

La mente umana per natura dovrebbe pur avere una sua normalità - 4

FALSO ― La natura, cioè il corredo genetico, predispone la macromorfologia del cervello, ma la micromorfologia e le relative funzionalità devono essere costruite, nella forma di reti neurali, a seguito della esperienza del singolo individuo.

L’esperienza di una persona consiste negli eventi che ha dovuto affrontare - 5

FALSO ― Ogni persona esperisce (fa esperienza) la realtà degli eventi a proprio modo, a seconda di come il suo cervello -individuale- la elabora per metterla in memoria sotto forma di specifiche reti neurali, e a seconda di come il suo funzionamento in quel momento la organizza; ed è sempre contornata di affetti, anche se questi non sono coscienti per il soggetto.

Il carattere, gli affetti, sentimenti e interessi, le emozioni e le passioni non possono esser considerati funzioni mentali - 6

FALSO ― Anche questi sono funzionalità del suo cervello, acquisite per l’individuale modo di quel cervello nell’elaborare le esperienze di vita, a cominciare da quelle fetali e neonatali; sono processi mentali in gran parte fuori o ai margini della coscienza. Qualche persona li avverte, altre no, ma ci sono sempre, in una qualche memoria neurale, e condizionano la condotta di quella persona.

Il corpo e ogni suo organo hanno un loro funzionamento biologico autonomo rispetto alla mente - 7

FALSO ― Ogni organo ha la sua morfologia, dettata dai geni della specie, ma continuamente informa il cervello (che non è soltanto quel che c’è nella scatola cranica) delle relative loro possibilità funzionali, e questo le modula in una continua reciprocità. Vedi la psicosomatica del Bodybrainmind.

È possibile non pensare e scacciare i cattivi pensieri - 8

FALSO ― Si può soltanto nasconderseli.

Ogni uomo si sente libero di decidere, pensare, agire: c’è il “libero arbitrio" - 9

FALSO ― Almeno nel senso totale della nostra tradizione coscienzialista. Le neuroscienze lo stanno studiando, in modo ancora controverso: pare che esista, ma molto più limitato rispetto a quanto ci fa credere la nostra tradizione filosofica.

Salute = sanità - 10

FALSO ― La sanità è stata definita come assenza di malattie, definite a loro volta in quanto causate da agenti estranei all’individuo, mentre la salute è il benessere, sentito o meno dalla persona, o anche negato dalla sua coscienza ancorché esistente nella struttura mentale.

Ci possono essere persone che “stanno male”, anche fisicamente, senza che questo sia da imputarsi a malattie sopravvenute: non è “suggestione”; la struttura della sua mente quale costruitasi per le esperienze, comporta sofferenza, sentita coscientemente piuttosto che celata nelle condotte.

Memoria = ricordo - 11

FALSO ― La memoria è nel cervello, il ricordare è una funzione che questa produce, o non riesce a produrre, nella coscienza, più o meno chiara del soggetto a seconda del suo momento funzionale. In inglese remembering, participio presente di un verbo anziché sostantivo come in italiano, meglio esprime in concetto di funzione.

La memoria è nel cervello, nella forma di reti neurali: tutto il cervello è memoria, è “la” memoria. Tutto quello che abbiamo imparato a pensare e a fare è memoria. Usare “memoria” come sinonimo di “ricordo” è fonte di confusione e di domande senza fine sul perché, sul quando e in che modi si riesca o no a ricordare.

Gli organi sensoriali ci danno la percezione del mondo - 12

FALSO ― I nostri cinque sensi –vista udito tatto gusto olfatto– non sono prodotti da rispettivi organi: questi, così come per molte altre “sensazioni” (= sentire calore, dolore, orientamento, posture, movimento o altro), funzionano come sensori per specifiche variazioni fisiche dell’ambiente in cui sono collocati, e inviano al cervello, senza interruzione, miriadi di microimpulsi bioelettrici, che il cervello, nelle sue varie stazioni e localizzazioni ha imparato ad assemblare in insiemi organizzati, in modo da dare la percezione, che diventa possibilità di conoscenza del mondo, tale da potervi agire con efficacia.

Suggerimenti

Vedi elenco pubblicazioni, https://www.imbasciati.it/titoli-di-tutte-le-pubblicazioni/, n. 378 (in particolare, “Schema e descrizione”, Cap.2) e n. 377:

  1. [378] Imbasciati A., Cena L., Psicologia Clinica Perinatale baby centered, F. Angeli, Milano 2020
  2. [377] Imbasciati A., Bodybrainmind, Mimesis, Milano 2020