Psicologia Clinica Perinatale babycentered (volume V)

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F.Angeli
A.Imbasciati, L.Cena

Per molto tempo con “Psicologia Clinica Perinatale” si è inteso in ambito sanitario una clinica psicologica centrata sugli eventuali disagi di gestanti e puerpere. L’attenzione al neonato si poneva nei casi in cui si manifestassero sue evidenti patologie: ma le progressive scoperte delle Neuroscienza e dell’infant research, sulla formazione individuale del cervello e di una conseguente struttura individuale della mente fin dal concepimento, hanno portato l’attenzione a ciò che avviene comunque, nel periodo perinatale che fu attraversato dal singolo individuo. Il termine “perinatalità” viene pertanto oggi riferito al periodo perinatale del bambino e una nuova “Psicologia Clinica Perinatale”, centrata sul singolo soggetto, significa studio sulle vicende neuropsichiche che strutturano il cervello di una persona a seguito delle interazioni con la madre e l’ambiente, nelle varie relazioni interpersonali delle prime epoche della vita. L’eventuale cura di una gestante che si trovi in situazioni di disagio psichico diventa pertanto del tutto contingente a una Psicologia Clinica Perinatale centrata sul futuro individuo, e comunque su tutti gli individui, così come si è voluto sottolineare nel titolo “Psicologia Clinica Perinatale Babycentered”, e nel sottotitolo, scelti per mettere in evidenza la nuova accezione che oggi assume, a differenza del passato, lo stesso termine di “Psicologia Clinica Perinatale”, come studio e ricerca per la salute mentale di tutti i bambini e di conseguenza dell’intera popolazione futura.
Il cervello non è “dato” dalla natura dell’Homo Sapiens, un una presunta normalità piuttosto che con una eventuale patologia, ma viene a costruirsi (in reti neurali) singolarmente per ogni individuo fin dall’epoca fetale: nessuno ha un cervello uguale a quello di un altro. Ciò che avviene tra una gestante/madre e il suo feto/neonato e bimbo nei primi due anni di vita è fondamentale per la qualità della costruzione del cervello di quel bambino, per la qualità dell’esperienza che questi ricaverà dai suoi apprendimenti, condizionando in tal modo tutto il futuro sviluppo funzionale del suo cervello adulto. Un tale apprendimento si riferisce in primo luogo all’acquisizione del proprio individuale funzionamento affettivo.
La costruzione delle reti neurali avviene a seguito di una elaborazione (di “quell” iniziale cervello) delle afferenze delle comunicazioni organismiche genitori/figli/ambiente, che intercorrono continuativamente, fin dal concepimento e soprattutto nei primi diciotto mesi di vita del bambino. Per “Organismo” si intende non semplicemente il corpo, ma l’insieme delle comunicazioni continue tra ogni parte corporea col cervello e con l’ambiente: reciprocamente in andata e ritorno. Ambiente significa essenzialmente il tipo di cure che le personalità organismiche dei genitori, o di chi (o di che cosa?) faranno nascere e vivere un bambino, formando il suo individuale Bodybrainmind.
Si discute oggi se le mutate condizioni in cui sono concepiti e allevati i bambini (le “nuove famiglie”, le tecniche di procreazione medicalmente assistita-PMA) e l’attuale educazione tramite tecnologie digitali potranno migliorare o piuttosto peggiorare il loro sviluppo, e pertanto il futuro dell’umanità: Psicologia Clinica Perinatale vuol dire allora studio e ricerca per poter prendersi adeguata cura di ogni donna/coppia/single/ambiente (o “macchine”?) che possono potranno generare e allevare un bambino, in funzione di come può venire a costruirsi una specifica persona. Si tratta del futuro dell’umanità.
Il volume è il quinto di altri quattro degli stessi Autori e Editore.