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La sessualità e la teoria energetico-pulsionale. Freud e le conclusioni sbagliate di un percorso geniale

Autore/i capitolo: Imbasciati A.

La teoria energetico-pulsionale che Freud elaborò lungo tutta la sua opera, per spiegare le origini e il funzionamento della mente, è rimasta la pietra miliare della psicoanalisi, e soprattutto la parte più nota anche ai non addetti ai lavori. Pulsione, rimozione, libido, energia e altri termini sono entrati nel linguaggio comune. Eppure la teoria energetico-pulsionale è proprio quella parte, della grande opera freudiana, che più è stata criticata, dagli psicoanalisti stessi, che oggi la intendono superata, per lo meno nella originaria formulazione biologistica di Freud.
Il volume intende dimostrare che questa teoria fu elaborata a partire dalle prime ipotesi che Freud, ancora nell’Ottocento, aveva formulato sulla sessualità: queste ipotesi furono progressivamente estese e trasformate in una teoria organica che assunse un implicito valore di verità, o meglio di spiegazione di tutto il funzionamento psichico. Vengono esaminati i progressivi passaggi di pensiero, lungo tutto l’arco delle opere di Freud, evidenziando le progressive “congetture” (secondo la parola “erraten” dello steso Freud) con cui egli “inventò” la teoria. L’invenzione fu utile, si sostiene: tutte le teorie, in ogni scienza vengono “inventate” per la loro utilità al progresso di quella scienza. Ma tutte le teorie, in tutte le scienze, cambiano, se quella scienza progredisce, e vengono sostituite da altre teorie, più consone a far progredire quella scienza stessa. Così in psicoanalisi, ci sono oggi teorie migliori di quella di Freud.
Il che nulla toglie alla genialità del pensiero di Freud, nel quadro delle scienze di quell’epoca.

Più in dettaglio, la presente trattazione intende dimostrare dieci tesi, attraverso un’esegesi delle opere freudiane, che possono essere schematizzate come segue:
1. La teoria energetico-pulsionale (al suo centro la Metapsicologia) è stata derivata da Freud per estensione progressiva delle sue prime ipotesi, elaborate tra il 1884 e il 1905, sulla base delle sue osservazioni cliniche riguardanti la sessualità.
2. Nell’originaria formulazione di questo “modello psicosessuale”, Freud omologa i vissuti coscienti della sessualità (sostanzialmente la sessualità maschile) ad un corrispondente metabolismo di “sostanze sessuali”.
3. In tal modo un modello descrittivo di valore metaforico viene gradualmente trasformato in una teoria esplicativa “forte”, di tipo biologico, in sintonia coi principi positivistici delle altre scienze di quell’epoca; in questa trasformazione viene operata una reificazione dei vissuti, attraverso un processo che si può denominare di ipostasi.
4. Le ipotesi su un metabolismo di sostanze sessuali vengono trasformate in una teoria esplicativa della sessualità e questa per estensione viene trasformata in una teoria esplicativa del funzionamento generale della mente: la trasformazione avviene attraverso la formulazione del concetto-base di pulsione, per estensione di quanto era stato supposto per la sessualità.
5. La teoria energetico-pulsionale, riconosciuta in contrasto con la clinica dello stesso Freud, è oggi superata dal progresso sia della psicoanalisi stessa, sia delle neuroscienze, ed in particolare dalle scienze cognitive, rispetto al valore esplicativo che Freud intendeva attribuirle.
6. In Freud era pregnante un intento esplicativo, oltre che clinico descrittivo, per allineare la psicoanalisi con le altre scienze dell’epoca, nello spirito positivistico allora imperante: in questo intento, in parte politico, egli chiamò la sua teoria “la strega Metapsicologia”.
7. La teoria, se smentita rispetto al suo valore esplicativo, si è rivelata una metafora molto utile per la clinica, confermando il valore euristico che Freud attribuiva al “congetturare”.
8. La teoria si è rivelata così utile sul piano della politica scientifica, attraendo centinaia di studiosi che hanno fatto progredire la psicoanalisi fino a giungere a teorie diverse.
9. Il progresso effettivo della psicoanalisi come scienza, è dovuto al metodo, che ha permesso la ricerca clinica, e non alla teoria, la quale ha avuto successo, semmai, ma non ha giovato al progresso.
INDICE

Prefazione, di Renato Sigurtà 7

Presentazione  11

1 Freud e la sessualità  15
2 Il genio e la teoria  19
3 Sensorialità di un’emozione  23
4 Sostanze nella psiche: l’ipotesi del vissuto  27
5 Sostanze tossiche da smaltire  31
6 L’orgasmo maschile  39
7 L’enigma della sessualità  45
8 Alla scoperta dell’eros: il transfert  53
9 Le zone erogene e la libido  57
10 La pregnanza dei “Tre saggi sulla sessualità”  63
11 Le conclusioni “sbagliate” di un percorso geniale  69
12 La Metapsicologia  75
13 Dalla pulsione sessuale alla spiegazione dell’inconscio  83
14 La strega  91
15 Serve ancora lo studio della sessualità?  97

Bibliografia 103