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La psicologia clinica non è una clinica psicologica

24 Maggio 2022

Di solito si pensa che consista genericamente in un usare la psicologia per aver cura di qualcuno, e spesso in questo caso tutti si sentono psicologi.

Altre volte si pensa che si tratti di psicoterapia, cioè di qualche tecnica di cura psicologica da erogare per chi presenti anomalie o patologie psichiche.

È questa una idea che di solito presuppone una “normalità” naturale e qualcosa che dall’esterno -la “patologia”- è sopravvenuto ad alterarla. Ma una normalità psichica per natura non esiste, perché ogni cervello si sviluppa a suo modo, con un funzionamento del tutto particolare, anche se macroscopicamente può presentarsi uguale per tutti gli esseri umani.

L’aggettivo “clinico” riferito alla psicologia venne usato per la prima volta all’inizio del Novecento, per contrasto alla pura sperimentazione psicofisiologica del tempo, per indicare un modo di esplorare la mente umana attraverso il ripercorrerne fin dalla sua origine l’evoluzione nel singolo individuo.

La scelta dell’aggettivo derivava dall’intento di voler realizzare con metodi scientifici lo storico rapporto interpersonale tra “il dottore” e il suo paziente: l’aggettivo “clinico” deriva infatti dalla relazione intima e globale che l’antico medico aveva con chi, esaurito da un'oscura sofferenza che lo faceva stare disteso nel suo letto, chiamava un qualche esperto della sofferenza umana, che si chinasse su di lui (“clinos”).

Una Psicologia Clinica è venuta a differenziarsi per sviluppare un rapporto umano, dunque una compartecipazione affettiva, mentre l’evoluzione della medicina lo stava rendendo sempre più meccanico e asettico.

Questo ha comportato uno sviluppo delle capacità interpersonali che oggi si richiedono, in una formazione, di laurea e di specializzazione, ben diverse da quelle delle specializzazioni mediche. Tutta la medicina ha avuto uno sviluppo progressivamente divergente, in una concezione del corpo come completamente diverso e indipendente rispetto alla mente, dove l’aggettivo “clinico” ha assunto il significato di un insieme di tecniche di intervento sul corpo, completamente diverso dalle sue radici etimologiche.

Per questo il maestro della psicologia italiana, Cesare Livio Musatti, ebbe a precisare che la Psicologia Clinica non ha niente a che fare con quanto si può denominare, genericamente, come una clinica psicologica, cioè una cura, concepita come tutte le cure di tipo medico, che si dovrebbe arricchire con qualche presunta comprensione psicologica.

Lungo gli ultimi due secoli è andato intanto perfezionandosi l’originale metodo di indagine della mente umana scoperto da Sigmund Freud, con una organizzazione che ha elaborato e prodotto una accurata formazione ad hoc di specialisti, gli psicoanalisti, che si sono dedicati ad una progressivamente specialistica cura della sofferenza psichica: dunque terapia della psiche.

Ma allora: Psicoterapeuta o Psicoanalista?

Per qualche decennio (1960-1990) la psicoanalisi, regolamentata a livello internazionale e entro la Società Italiana di Psicoanalisi, vincolante e garante della formazione dei propri soci, mantenne un prestigio di specificità terapeutica, finché rientrò nella regolamentazione delle scuole di “psicoterapia”, senza però che sia stata legalmente definita una propria specificità. Attualmente non c’è nessuna distinzione legale tra “psicoanalista” e “psicoterapeuta”. [ Ne ho parlato nell'Appendice al mio "Baron fottuto, studenti fottuti. Memorie sull'università italiana" ]

Ciò ha rafforzato molti pregiudizi su cosa possa essere una psicoterapia, assimilandola a quello che si fa in ambito medico. Questo pregiudizio medicalista sta favorendo prassi psicoterapeutiche mistificanti l’essenza interpersonale della compartecipazione affettiva terapeuta-paziente, indispensabile per un cambiamento psichico, a favore invece dell’idea che il terapeuta agisce con una qualche tecnica sul paziente, il quale si aspetta una qualche guarigione da quanto gli fa o gli fa fare il terapeuta (cfr. “transitivismo medico”).

Ma la normalità psichica naturale non esiste: il genoma umano provvede alla macrostruttura del cervello, ma la microstruttura e le relative funzionalità dipendono dal come un cervello riesce a elaborare ciò che gli giunge dall’esperienza del singolo soggetto, fin da prima della nascita. Nessuno ha un cervello uguale a quello di un altro.

Sta però il fatto che non pochi cervelli hanno dovuto elaborare esperienze difficili della prima infanzia, superiori alle capacità di integrarle emozionalmente. Questi cervelli si sono venuti a costruire in modo disfunzionale rispetto ad una buona funzionalità, in modo inadeguato, anzi contrario alla sopravvivenza e al benessere della persona.

Questo tipo di costruzione viene chiamato patologia: nome sviante, in cui prende forma il pregiudizio che il male sia sopravvenuto, dall’esterno, su di un cervello che pretendiamo dovesse essere “normale”. Ecco allora che la psicoterapia, e con essa anche quella che si definisce psicoterapia psicoanalitica, viene fraintesa come fosse una tecnica: il terapeuta “fa” qualcosa al paziente, che deve aderire a una qualche prescrizione, analoga a quella dei medici.

Si perde l’essenza che animò il sorgere della Psicologia Clinica e della psicoanalisi: il paziente viene aiutato a diventare, lui stesso, colui che riesce a ridurre, se non eliminare, il proprio “patire”.

Suggerimenti

Leggi dall'elenco aggiornato delle pubblicazioni quelle contrassegnate con i numeri: 378, 377, 375, 369, 330, 329, 313, 146

[ 378 ] Imbasciati A., Cena L., Psicologia Clinica Perinatale baby centered, F.Angeli, Milano 2020
[ 378 ] Imbasciati A., Bodybrainmind, Mimesis, Milano 2020
[ 375 ] Imbasciati A., Una vita “con” la psicoanalisi: la costruzione del cervello e il futuro dell’umanità, Mimesis, Milano, vol. pp. 338
[ 369 ] Imbasciati A., Cena L., Il futuro dei primi mille giorni di vita (IV volume Psicologia Clinica Perinatale), Franco Angeli, 2018, Milano
[ 330 ] Imbasciati A., Psicologia Clinica e psicoterapia: breve riassunto storico di molti equivoci, in Cristini (a cura di), Il cambiamento psicoterapeutico, Angeli, Milano, 2012, pp.23-28
[ 329 ] Imbasciati A., Nascita morte e trasfigurazione della Psicologia Clinica Italiana, in Blandino G. (a cura di) Cent’anni di psicologia scientifica e professionale, Ananke, Torino, 2012, pp.83-105
[ 313 ] Imbasciati A., Commento all’editoriale Carli R. (Psicologia e medicina nelle prospettive di riforma universitaria) www.rivistadipsicologiaclinica.it, 2011, 1
[ 146 ] Imbasciati A., Fondamenti psicoanalitici della psicologia clinica, UTET Libreria, Torino, 1994, vol. pp. 511

Vedi anche: "Nessuno ha un cervello uguale a quello di un altro": Il cervello sembra uguale per tutti nella sua anatomia macroscopica, ma la struttura microscopica e la funzionalità sono diverse per ogni individuo.