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Cosa si intende per perinatalità?

2 Luglio 2021

Un tempo con questa parola si indicava la situazione psichica della donna, incinta, prossima al parto e nel puerperio, in quanto spesso era accompagnata da disagio emotivo e talora da più evidenti disturbi psichici.

Si pensava che il bambino non ne potesse risentire più di tanto nel suo sviluppo (salvo eventualmente per l’allattamento), in quanto si credeva che questo sviluppo dipendesse dalla natura, salvo l’essere alterato da qualche causa, organica, sopravvenuta a guastarlo.

Non si sapeva invece che questo sviluppo, niente affatto naturale e quindi uguale per tutti, è squisitamente individuale perché dipende dall’esperienza, interpersonale, che un neonato, già dotato di una mente, è pertanto già in grado di recepire e elaborare: questa attività precoce costruisce il suo cervello.

La mente dipende dal cervello e questo non è uguale per tutti.

Nessuno ha un cervello uguale a quello di un altro individuo, in quanto ogni cervello è costruito in base all’esperienza, e questa già dal feto, è diversa per ogni individuo. Inoltre, quel che si è costruito condiziona il modo con cui un cervello ha imparato a usare le ulteriori esperienze per continuarne la costruzione.

In tal modo quel che si è strutturato prima condiziona cosa si strutturerà dopo. Ecco allora che la perinatalità è più importante riguardo al bimbo futuro individuo, che riguardo alla madre. Oggi pertanto “perinatalità” è il termine che indica il periodo perinatale di ogni persona.

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